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7/6/2012 | TUNNEL DI SCARICO OMR: DUE GRANDI PORTONI INDUSTRIALI DITEC FANNO LA DIFFERENZA

Il metodo “Sempre Avanti” è uno dei principi ormai affermatisi nelle tecniche produttive industrializzate, praticamente in ogni settore. Il concetto è intuitivo: uno stesso pezzo non deve mai tornare indietro nel flusso di fabbricazione, evitando movimentazioni che si ostacolino l’un l’altra, a tutto vantaggio della razionalizzazione del processo e della velocità d’esecuzione. Dall’industria, il principio è dilagato a molti altri campi: dagli anni ’80, per esempio, influenza le procedure di lavorazione dei cibi, e dunque condiziona il lavoro quotidiano di qualsiasi impresa di ristorazione. L’obiettivo è quello di limitare le contaminazioni incrociate nella successione di operazioni che intercorrono fra la ricezione delle materie prime fino all'offerta del piatto al cliente, senza riflussi e, soprattutto, senza che il cammino delle derrate pulite si incroci mai con quello delle derrate sporche o degli imballaggi imbrattati. A stabilirlo è il sistema HACCP (Hazard Analysis of Critical Control Points), ormai recepito per legge in Europa con la direttiva 43/93/CEE. In altri campi il “Sempre Avanti” non è obbligatorio, ma riuscire a realizzarlo equivale quasi sempre a un miglioramento qualitativo e quantitativo del lavoro svolto. 

Prendiamo ad esempio il carico e scarico di manufatti in ferro per un’azienda come la OMR SpA che a Remedello, nel bresciano, costruisce componenti in acciaio per svariate industrie europee leader nella produzione di veicoli industriali e veicoli commerciali, macchine movimento terra, macchine agricole, macchine per la movimentazione industriale. In teoria, basta un grande spiazzo: ma il ferro si ossida, e farlo all’aperto diventa un rischio specie durante la stagione fredda e il periodo delle piogge: in pratica, dall’autunno alla primavera inoltrata, senza scordare che ci sono anche acquazzoni estivi. Allora, l’operazione viene protetta in un capannone: la merce viene scaricata e subito immagazzinata con criterio. Problema risolto? Non del tutto, perché anche i camion che arrivano al capannone, e poi devono far manovra per tornare all’uscita, sono fonte di preoccupazione: quando si tratta di bestioni giganteschi, autentici mostri su gomma, due di questi mezzi che dovessero incrociarsi in spazi angusti per le loro dimensioni potrebbero creare fastidi non da poco. 

La soluzione vera è un capannone a doppia entrata, così che i camion possano entrare da una parte e proseguire da quella opposta dopo aver scaricato; in pratica, un “tunnel di movimentazione” coperto. Certo, ci vogliono due portoni industriali enormi, ovviamente automatizzati, in grado di salire e scendere velocemente per migliaia e migliaia di volte senza problemi con immutata affidabilità: OMR ha scelto le migliori sul mercato, due porte flessibili industriali Traffic CM da 8 x 10 metri, coi teli di colore blu tutti finestrati sino in alto. DITEC le ha costruite così solide e robuste proprio per rispondere alle esigenze di grandi aperture; il sistema a contrappesi modulari con riapertura semiautomatica di sicurezza garantisce un funzionamento perfetto anche in condizioni sfavorevoli, come per esempio in caso di forte vento. 
Sempre avanti, dunque: con DITEC, verso una migliore efficienza produttiva.