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12/14/2011 | Un cancello automatico telescopico lungo 30 metri è stato realizzato in Alto Adige

TECNOLOGIA DITEC: LA DIFFERENZA FRA DIFFICILE E IMPOSSIBILE

Ci sono persone che, più di altre, sono sensibili al richiamo della sfida. Persone che non s’accontentano di una risposta professionalmente corretta, che nell’analisi di un problema normalmente ritenuto insormontabile non si focalizzano sull’aggettivo insormontabile ma sull’avverbio normalmente, e decidono che una reazione normale è poco stimolante e quindi rinunciataria, grigia. Anche nel settore degli ingressi automatici, certo.

Nessuno farebbe una colpa a un bravo installatore che si fermasse davanti alla richiesta di un cancello automatico per chiudere un varco di 30 metri; potrebbe indagare su qualche soluzione già applicata altrove, ma non adeguata al caso in questione, cercare di studiare varianti destinate però a scontrarsi sempre contro ostacoli di tipo tecnico, e ben presto il cliente capirebbe che la rinuncia è sensata, che le difficoltà esposte superano di gran lunga quelle che un professionista pur valente è solito affrontare. Per cui, la soluzione tradizionale della colonna in muratura a metà, a dimezzare la distanza, s’imporrebbe di default, e peccato se questo comporterà problemi notevoli di manovrabilità dei tir, di parcheggio, d’accesso…

Però, ci sono per fortuna anche quelli che non s’arrendono. O, meglio, che lo fanno solo dopo aver dato fondo alla propria inventiva, alle conoscenze tecniche, all’ingegno e alla passione nell’escogitare innovazioni e modifiche, al rigoroso senso pratico nel vagliarne i possibili difetti, senza innamorarsi di un’idea solo per orgoglio personale ma senza darsi per vinti finché c’è un’ipotesi da esplorare. Sono queste le persone che fanno la differenza, quelle che sanno colmare la distanza che esiste fra gestire un problema e risolverlo.

Julio Velasco – mitico allenatore della nazionale azzurra di pallavolo che dal 1989 al 1996 vinse due mondiali, tre europei e altri ambiti trofei – era solito ripetere che da un bravo schiacciatore si pretende “che sappia schiacciare bene palloni alzati male, perché è in queste situazioni che si vede il valore del giocatore… D’altro canto: tutti sono bravi a schiacciare con successo quelli alzati bene!”

A questa razza di persone con una marcia in più, testarde e motivate oltre che professionalmente ferratissime, appartiene senz’altro Gianni Padoan, Ditec Expert di Bolzano. Quel varco da 30 metri da chiudere con un cancello automatico cui si accennava prima non era citato per caso, a puro titolo accademico: era il problema postogli da un grande centro logistico sito in provincia di Bolzano, non distante dall’uscita autostradale di Egna-Ora, fra monti e vigneti.

30 metri sono un’enormità: qualsiasi installatore standard avrebbe sgranato gli occhi e avrebbe forse persino rinunciato a studiare una soluzione tecnica realizzabile. Ma chi ha mai detto che i Ditec Expert sono installatori standard?

Ci s’è messo d’impegno, il Padoan, ha fatto calcoli, vagliato soluzioni, studiato le caratteristiche tecniche delle diverse automazioni sul mercato, ed ecco il risultato: un cancello lungo come un treno, con 6 ante telescopiche (3 per lato) e 12 coste di sicurezza, controllato da quattro coppie di fotocellule. Vederlo aprirsi e chiudersi è uno spettacolo.
Con tre movimenti fluidi, le ante scorrono le une accanto alle altre, sino a spalancare l’enorme accesso al cortile del fabbricato, ove gli autoarticolati vanno e vengono di continuo.
Nello stesso centro logistico sono stati installati anche due cancelli da 10 metri con automazioni Cross 18, vanto della produzione Ditec, ma …. a questo punto, non fanno più storia: dopo essere riuscito a catturare un mastodontico pesce siluro, quale pescatore ricorderebbe che in quel tratto di fiume ha preso anche due trote?