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05/10/2009 | Ditec apre le porte ai fasti della Magna Grecia

…« Ciò che chiamano Italia era Magna Grecia. » (Ovidio, Fasti, IV) 

Per i discendenti delle genti greche stabilitesi nella Penisola italiana, il periodo storico della Magna Grecia rappresentò un’epoca in cui venne raggiunta la massima ricchezza economica e a cui s'aggiunse lo splendore in campo culturale ed artistico, avendo seguito l'evoluzione della Civiltà Greca, in letteratura, filosofia e arte, con punti di sviluppo spesso superiori alla stessa madrepatria. 

Il Museo Nazionale di Reggio Calabria, uno dei più importanti musei archeologici d'Italia, offre ai visitatori splendide testimonianze della civiltà della Magna Grecia emerse in scavi e ricerche effettuati nell'intera Calabria in più di cento anni. 

Fiore all'occhiello sono sicuramente i Bronzi di Riace, forse la più sensazionale scoperta dell'archeologia sottomarina del secolo scorso.
Le due statue, ritrovate nel Mar Ionico nel 1972, dopo un lungo periodo di restauro sono state collocate nella grande sala a loro riservata, tenuta a clima controllato con l’umidità al 50% e la temperatura attorno ai 21 gradi.
Anche Ditec è presente in questo importante museo, grazie all’installazione delle porte automatiche pedonali che favoriscono ogni giorno l’afflusso dei numerosissimi turisti in visita, garantendo nel contempo la conservazione delle prestigiose opere artistiche.
L’installazione è stata realizzata grazie alla collaborazione tra il Concessionario locale Ditec, la società Tagedil ed il Ditec Expert S. Elettronica, Sig. Damiano Arcorace.

Tra le ricche collezioni ed i numerosissimi reperti archeologici provenienti dalle antiche città-stato magnogreche, il Museo di Reggio Calabria annovera anche tra i suoi pezzi più importanti La Testa di Basilea, reperto risalente al V secolo a.c., probabilmente appartenuto alla statua rappresentativa di un Dio, e La Testa del Filosofo, che secondo alcuni raffigurerebbe Pitagora.

Entrambi i reperti sono conservati in un’apposita sala il cui ingresso è firmato Ditec.
E possiamo scommetterci che il grande Pitagora ne sarebbe orgoglioso!!!